ECCO SVELATO PER LA PRIMA VOLTA IL FALSO MITO SUL MASSAGGIO LINFODRENANTE CHE NON TI FARA’ PIU BRUCIARE SOLDI INUTILMENTE E CHE TI APRIRA’ GLI OCCHI SU QUELLO CHE DEVI FARE PER AVERE IL CORPO DEI TUOI SOGNI

Estetista furiosa di vedere donne insoddisfatte che sperperano soldi
in “pacchetti” inutili, rivela come Anna ha ottenuto il corpo dei suoi sogni
eliminando per sempre la ritenzione alle gambe
senza fare inutili massaggi linfodrenanti


“Ciao, mi sento le gambe gonfie e pesanti. Voi li fate i massaggi linfodrenanti?”

Questa è una delle domande che mi sento dire più spesso ed è la stessa domanda che mi ha fatto anche Anna che poi è diventata mia cliente.

Quel giorno ero alla reception ed è entrata proprio Anna a chiedere informazioni. Era una bellissima donna, ad occhio sulla 50ina che sicuramente voleva iniziare un percorso di trattamenti per “rimettersi in marcia” dopo l’estate.

Ma perché mi ha chiesto se facevo massaggi linfodrenanti?
Perché è entrata in Istituto già convinta di voler fare proprio quelli?

Così io e Anna (così si chiama la cliente) ci siamo confrontate a lungo: ho cercato di capire bene che sensazione provasse, da cosa era dovuta, perché sentiva il bisogno di fare qualcosa e perché proprio i linfodrenanti.
Devo dire che è venuta fuori una bella conversazione che mi ha dato la giusta ispirazione per scrivere questo articolo. Parlerò dei “massaggi linfodrenanti” per chiarire come stanno realmente le cose e spiegarti perché questo tipo di massaggio non è detto che faccia al caso tuo.

Anna era appena tornata dalle ferie: si era rilassata al mare con la sua famiglia, aveva staccato completamente la testa dal tram tram quotidiano ma . . . aveva ceduto a molte tentazioni “sguazzando in qua e in là” tra una cena e un aperitivo di troppo.

Quando era in ferie pensava a godersi il momento, ma appena è tornata alla realtà è stata letteralmente travolta dai sensi di colpa.
Anche perché proprio prima di partire per le ferie, aveva acquistato un pacchetto di massaggi linfodrenanti in un centro estetico della città.

“Così mi preparo alla vacanza e anche se faccio due o tre sgarri non succede niente”.

Ha fatto quel ciclo di 6 massaggi linfodrenanti e ha visto qualche risultato: aveva meno dolore alle gambe e le sentiva un po’ più leggere. Era abbastanza soddisfatta.

Una settimana dopo è partita per le ferie e non si è fatta problemi a mangiarsi due forchettate in più di spaghetti e a bere qualcosa col marito in spiaggia a orario aperitivo in riva al mare.

Il problema non era tanto lo sgarro in sè. Il vero problema era quello che aveva fatto prima.

Quei massaggi linfodrenanti erano davvero la soluzione adatta a lei?

Vediamolo insieme.
Prima di iniziare il ciclo di massaggi, Anna aveva perennemente le gambe gonfie: i pantaloni le stringevano e quando se li toglieva la sera, vedeva i segni rossi sulle caviglie come se per tutto il giorno avesse tenuto un laccio stretto che le bloccava la circolazione. E poi il dolore: aveva proprio la “smania”, sentiva il bisogno di muovere continuamente le gambe, di cambiare posizione. Dopo poco che era seduta si alzava e si sgranchiva, quando stava troppo in piedi doveva sedersi e non perdeva occasione per afferrarle con le mani e farsi un automassaggio come poteva per alleviare il fastidio. In più anche l’aspetto delle sue gambe non era dei migliori: quando si guardava allo specchio vedeva chiaramente delle zone ondulate, altre zone gonfie e non se la sentiva proprio di scoprirle, perché si sentiva a disagio, aveva paura che la gente la giudicasse.

Così ha iniziato a chiedere in giro cosa potesse fare e ha sentito parlare di massaggi linfodrenanti. Le avevano detto che quei massaggi toglievano la ritenzione così ha deciso di provare.

Come ti ho detto prima, a fine percorso era davvero contenta del risultato: aveva le gambe sgonfie e le vedeva anche più asciutte, se non fosse che . . .

Tornata dalle ferie, il DISASTRO.
Nel giro di qualche settimana tutto era tornato come prima, anzi era peggiorato.
Com’è possibile?” ha pensato Anna “Va bene che ho mangiato qualcosa di troppo, ma perché mi sento e mi vedo peggio di prima?

Era diventato per lei un incubo: aveva mille sensi di colpa. Si era impegnata così tanto e uno sgarro aveva annullato tutto?

No, non poteva accettare una cosa del genere, ma soprattutto non poteva sopportare l’idea di rivedere il suo corpo ancor peggio di prima.

Così ha subito cercato di “rimediare al danno” ed è venuta nel mio Istituto.

Non è tornata nello stesso centro estetico perché voleva provare qualcosa di diverso: per capirci meglio, voleva sentire più punti di vista.

Quando è entrata nel mio Istituto, mi ha comunque chiesto informazioni sui massaggi linfodrenanti perché era convinta che fossero l’unica soluzione al suo problema. Cioè, collegava la ritenzione ai massaggi linfodrenanti.

Hai la ritenzione quando trattieni dei liquidi nel corpo e i massaggi linfodrenanti drenano, quindi fanno scorrere i liquidi. Facile, lo dice la parola stessa”. Così ha pensato.

Diciamo che Anna non aveva tutti i torti. Un fondo di verità nelle sue parole c’era.

Quello che però nessuno le aveva mai detto è che il linfodrenaggio non basta e non è l’unica cosa che devi fare se hai un problema di ritenzione. Quello che devi fare è scavare in fondo e capire perché ti è venuta la ritenzione, devi trovare l’origine del problema.

Altrimenti fai un lavoro superficiale che non serve a niente.
Perdonami il paragone, ma è un po’ come cercare di gonfiare un palloncino bucato: non ci riesci. Tu ti sei impegnata tanto per soffiare e alla fine il palloncino rimane sgonfio. Puoi provare a mettere una toppa nel buco, ma come sai, è una soluzione precaria che dura poco. (Questo è un po’ quello che è successo ad Anna)

Lo stesso vale per il tuo corpo: fai dei massaggi linfodrenanti e il tuo corpo non cambia, rimane uguale a prima. Sì, magari ottieni subito qualche risultati, ma nel giro di qualche settimana torni uguale a prima.
È la stessa cosa.

Se soffri di ritenzione significa che c’è un problema alla tua circolazione: è lenta e affaticata e di conseguenza anche tu ti senti sempre stanca e pesante. Questo problema ti viene fuori per diversi motivi, come uno stile di vita scorretto. Ti faccio qualche esempio:

  • mangi spesso cibi pre-cotti da scaldare in 5 minuti al microonde
  • acquisti abbonamenti in palestra dell’ultimo minuto che neanche un bodybuilder sarebbe in grado di fare
  • sei perennemente stressata e corri tutto il giorno da un posto all’altro senza tregua

Bene, questi sono solo 3 esempi di “stile di vita scorretto” che se non interrompi immediatamente possono farti venire o peggiorare la tua ritenzione. Potrei farti un elenco lungo pagine e pagine sulle cause della ritenzione.

Ti dico la verità, nuda e cruda:
se decidi di voler modellare il tuo corpo ed eliminare la tua ritenzione devi prima di tutto rivedere tutte le tue abitudini. Devi partire da lì, perché se ingoi vasche di gelato dalla mattina alla sera o metti dei pugni di sale in ogni piatto che ti passa sotto gli occhi, lascia perdere l’idea di fare trattamenti di qualsiasi tipo, linfodrenanti e non, perché stai spendendo i tuoi soldi inutilmente.

Dopo aver capito questo importantissimo aspetto – anche solo la consapevolezza, te lo assicuro, è già un buon punto di partenza – puoi pensare di iniziare un Programma di trattamenti. Non un Programma a caso, ma un Programma studiato su misura per te.

Nel caso di Anna, lei mi ha parlato subito di massaggi linfodrenanti perché era l’unica cosa che le era stata consigliata e perché nel centro in cui era andata prima aveva scelto lei stessa il Programma adatto a lei. Aveva visto visto diverse promozioni stampate sulla vetrina del centro e ha scelto lei il “pacchetto di massaggi linfodrenanti”.

Ma i massaggi linfodrenanti erano quelli di cui aveva veramente bisogno?
Qualcuno glielo aveva mai detto?

Il massaggio linfodrenante è inutile se:
– hai i muscoli tesi e contratti
– hai la circolazione “intasata”
– hai il corpo completamente bloccato

Anzi è proprio dannoso perché non fa altro che mettere in circolo ancora più tossine e tu ti senti ancora peggio.

Per farti capire meglio, è un po’ come se butti secchiate d’acqua dentro un tubo che è intasato per vedere se si stasa. Ha senso? No, non è di certo questa la prima cosa che devi fare. Prima di tutto devi capire cos’è che blocca il tubo, poi devi togliere il “blocco” e solo dopo fai scorrere giù l’acqua.

Il tuo corpo funziona esattamente nello stesso modo.

Il massaggio linfodrenante lo fai e serve solo quando il tuo corpo è completamente sbloccato. In quel caso sì ha senso, altrimenti no.

Anna, dopo quel “pacchetto” di massaggi, è peggiorata non tanto per gli sgarri che ha fatto durante le ferie – certo, era meglio non farli – ma perché quei massaggi non erano assolutamente adatti a lei.
Il suo corpo era completamente bloccato, lei era stressata, mangiava male e in quel periodo si era iscritta in palestra e faceva degli esercizi troppo tosti per lei.
Quei massaggi le hanno dato un sollievo momentaneo perché per le prime settimane si è vista diversa, più asciutta, senza nessun dolore alle gambe ed era contenta.

Ma quella non era la soluzione adatta a lei.

In quel momento le stavano incollando una toppa in quel palloncino bucato che purtroppo aveva vita molto breve.
Questo è quello che le ho spiegato quel giorno che è venuta a chiedere informazioni nel mio Istituto, circa un anno fa.
Le ho fatto proprio l’esempio del palloncino, lo stesso che sto ripetendo a te in questo articolo.

Quel giorno Anna mi ascoltava attentamente, lo vedevo dai suoi occhi che voleva davvero darci un taglio con quelle cattive abitudini che la facevano sentire sempre gonfia e anche poco femminile.

Era determinata e ha “accettato la sfida”.

Si è affidata al mio Metodo di lavoro che si basa su alcune regole fondamentali, tra cui

1. Assoluto rispetto dei tempi del corpo e controllo continuo nel tempo
Il tuo corpo va ascoltato e gli va dato quello di cui ha bisogno in quel momento, senza forzare i tempi o saltare dei passaggi. Poi va monitorato sempre, trattamento dopo trattamento.

2. Supporto costante
Chi inizia un Programma di trattamenti deve essere seguita costantemente, l’Istituto a cui ti affidi deve essere per te una vera e propria guida, un punto di riferimento

3. Personalizzazione del trattamento
Il tuo corpo non è uguale a quello di un’altra persona e per questo va trattato diversamente e in base alle sue esigenze.

Questo è un po’ quello che ha trovato Anna nel mio Istituto e nel mio Metodo di lavoro.
Sì, perché da quel giorno Anna ha preso appuntamento per CORPO START e poi ha iniziato il Programma Gambe Leggere.

Il suo corpo è migliorato trattamento dopo trattamento: ora il dolore e la pesantezza alle gambe sono completamente spariti e quando si guarda allo specchio è contenta dell’immagine che vede riflessa.

Anna è stata bravissima, perché ha seguito alla lettera le mie indicazioni e ha stravolto le sue abitudini, il suo stile di vita.

– Niente più cibi riscaldati al microonde
– Niente più allenamenti folli in palestra
– Niente più giornate con i nervi a fior di pelle.

Ha cambiato davvero le sue abitudini e lo ha fatto per sé stessa, per sentirsi meglio col suo corpo.
I risultati sono davvero strepitosi.

È da poco tornata dalle ferie e devo dire che tutto . . . è rimasto come prima di partire!

E tu?
Se anche tu, come Anna, vorresti riprendere in mano la situazione dopo l’estate e dare un taglio per sempre al passato, inizia da qui!

Clicca il link qui sotto e scopri di cosa si tratta!

metodogambeleggere.it/programma-start/

Sentiti leggera come una piuma!
Ti aspetto,
Jenny

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